Lunedì 7 novembre alle ore 18.30

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Presentazione del libro
Cécile di sete e di acque di Graziella Bonansea
Saranno presenti l’autrice e Silvia Ramasso (NEOS Edizioni)
Nell’Europa del Seicento devastata da miserie e ferite aperte dalle guerre di religione, una giovane donna si impone in un mestiere maschile. E’ Cécile Vaugirard, mercante di tessuti, che da Le Havre raggiunge Roma. Nel corso del lungo viaggio l’arte del vendere e comprare e l’esercizio dello spirito trovano un punto di incontro.
Graziella Bonansea ha studiato a Torino e a Parigi dove ha conseguito un Dottorato in Storia e Civiltà. Membro della Società Italiana delle Storiche, ha insegnato Storia delle donne alle Università di Torino e di Vercelli.
Oggi lavora per l’European Research Council, ad una ricerca che fa capo all’European University Institute di Firenze. Ha pubblicato numerosi saggi fra i quali insieme a Bruna Peyrot, Vite discrete (1993). Ha pubblicato inoltre i romanzi Margherita madre d’acqua (Tre Lune 1999), Come il re e la regina (La Tartaruga 2004) e Tre inverni (La Tartaruga 2005). Questo è il suo quarto romanzo.

Saremo gentilmente ospitate dalla nostra socia Elena Rossi, per partecipare scriveteci a postadire@gmail.com

 

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Al momento della partenza Cécile è già vedova con un bambino di pochi mesi. E’ il 1665 e la morte del marito, mercante di tessuti pregiati, la spinge a sfidare la sorte e a forzare i timori. A Roma invocherà la benevolenza dell’Onnipotente e da una città all’altra farà commercio di sete e broccati.
Il viaggio, in gran parte fluviale, è specchio dell’audacia di una donna che sola va per il mondo. Sull’acqua, fra ricordi e turbamenti, Cécile vede passare la Francia ai suoi piedi. A Genova incontra un misterioso mercante con il quale la relazione si farà profonda, quasi d’amore. A Bologna si avvicina all’appassionata Elisabetta, affermata pittrice, già prossima alla morte. Con lei l’amicizia si mescola alle sfumature dei colori impressi su tele e stoffe; con lei, Cécile scopre il turbine che la spingerà fino a Roma, città in bilico fra destini e prodigi, spirito e mercato e forse via aperta per l’investigazione dell’anima. Un itinerario in costante tensione che nel romanzo si combina con una lingua evocativa, ricca di ombre e giochi di memorie al limite del lirismo. Una scrittura dissonante che degli eventi coglie i fili, le tracce, i segni via via stampati sui corpi dei personaggi.

 

 

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