23/03: AperiDIRE con Donatella Caprioglio

Giovedì 23 marzo ore 19.00

AperiDIRE con la psicanalista e scrittrice Donatella Caprioglio
 Presentazione dei libri Padri e figlie. L’eclissi di uno sguardo
e 

Per l’occasione, saremo gentilmente ospitate dalla nostra socia Francesca Guez nel 16° arrondissement,
per partecipare scriveteci a postadire@gmail.com

Donatella Caprioglio è Psicanalista e Psicoterapeuta, Docente all’Università di Bobigny.
Vive tra Parigi e Venezia dove ha creato “La Porta verde”, un centro di ascolto e di prevenzione aperto a bambini, adolescenti e alle loro famiglie. Attualmente si occupa di formare le équipes professionali dei centri d’ascolto in Europa e in Asia. Con gli architetti ha iniziato una riflessione sulla  Psicologia dell’Abitare con corsi di formazione in varie città italiane.
È autrice di vari libri, tra cui La parola ai bambini (2003), Un’altra donna (2007), Vai, ma resta ancora (2008), Non ce la faccio più! (2006), Nel cuore delle case.  (2012), Padri e figlie. L’eclissi di uno sguardo (2016).

I libri :

Padri e figlie. L’eclissi di uno sguardo
(Schena Editore, 2016)

Qual è il peso del padre nel divenire di una donna? Quale importanza hanno il suo sguardo e la sua parola nella costruzione dell’identità di una figlia? Quale influenza esercita sulle sue future relazioni affettive? Siamo tutte figlie dei nostri padri, ma dobbiamo un giorno prendere distanza da questo legame più o meno leggero, per diventare noi stesse. Presente, assente, protettivo, tossico o idealizzato, tutti i padri o quasi sfilano nei racconti dell’autrice. Attraverso delle storie personali ed universali, Donatella aiuta i suoi lettori a tradurre e comprendere il loro passato per affrancarsi meglio, non temendo di affermare che è il padre che crea la futura donna.

 

 

Nel cuore delle case. 
Come e perché scegliamo la nostra abitazione
(Il Punto d’Incontro, 2012)

Nulla più di una casa è in grado di rivelare come siamo: è la metafora del nostro mondo interiore. Da come abitiamo la nostra dimora si può capire il legame che abbiamo con la parte più intima di noi stessi. Il modo di abitare lo spazio è il frutto del rapporto affettivo che abbiamo con la nostra casa. Troppo piena o troppo vuota, disordinata o ordinata in modo maniacale, essenziale o esageratamente espressiva, la casa parla di noi e della nostra vita. Da qualunque angolo la si osservi, la casa occupa un posto formidabile nell’inconscio. Capire il nostro modo di abitarla può essere l’occasione per liberarci di ricordi ingombranti e respirare in uno spazio nuovo.
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