Mercoledi 5 aprile, ore 19.00

Le differenze tra cervello maschile e femminile
AperiDIRE con il Dottor Paolo Balestri, Pediatra e Neuropsichiatra

“Siamo oggi sommersi da stereotipi di genere, maschili e femminili. Con il Dottor Balestri cercheremo di vedere se e quali differenze ci siano realmente tra i due sessi, quanto l’ambiente e la genetica influenzino la formazione e il funzionamento del nostro cervello”. 

Saremo gentilmente ospitate dalla nostra socia Maria Gabriella Delort nel 16° arrondissement – Etoile
Per partecipare scriveteci a postadire@gmail.com


“Siamo oggi sommersi da stereotipi di genere, maschili e femminili. Con il Professor Balestri cercheremo di vedere, da un punto di vista il più scientifico possibile, se e quali differenze ci siano realmente tra i due sessi.
Tutti noi abbiamo due emisferi cerebrali, il sinistro più specializzato in attività di tipo scientifico, logico, razionale e il destro più artistico, intuitivo, spirituale. I “ponti” che mettono in comunicazione i due emisferi sono rappresentati dal corpo calloso, leggermente più sviluppato nelle donne rispetto agli uomini. Quindi gli uomini sono portati a utilizzare prevalentemente un emisfero per volta, le donne riescono a comunicare più facilmente tra i due emisferi.
Anche altre aree cerebrali sono differentemente rappresentate nell’uno o nell’altro sesso (anche se in proporzione diversa da individuo a individuo) e le rispettive funzioni attribuite a quelle aree cerebrali saranno svolte con più facilità dagli uomini o dalle donne. Si ritiene che ciò sia dovuto alla selezione evolutiva (selezione di genere). Ciò è probabile, ma è anche possibile che coesista una “predisposizione genetica” per alcune delle suddette funzioni.
Cercheremo di capire quanto l’ambiente e la genetica influenzino la formazione e il funzionamento del nostro cervello. 
Alla nascita tutti i neuroni sono disposti a formare la sostanza grigia, ma hanno scarse comunicazioni tra loro (sinapsi). Gli stimoli ambientali inducono la formazione delle vie di comunicazione (sinaptogenesi) e così vengono formate le differenti connessioni cerebrali e acquisite le varie tappe del nostro sviluppo. A 1 anno possediamo sinapsi quantitativamente, ma non qualitativamente, analoghe a quelle dell’adulto. Fino all’età di 3-4 anni, queste continuano ad aumentare fino a triplicare, rimangono relativamente stabili fino a 8-9 anni e quindi diminuiscono fino a riportarsi alla quantità precedente. Vengono infatti mantenute le sinapsi utilizzate (validazione delle afferenze) ed eliminate quelle che non usiamo (pruning). Il nostro cervello dunque, mentre si sviluppa, si adatta per vivere nell’ambiente che lo ha “formato”.
Questo fenomeno è un processo attivo, non passivo: il soggetto cioè “sceglie” tra gli stimoli che l’ambiente offre e questa “predisposizione” può avere un’origine genetica.
Sappiamo che l’intelligenza media degli uomini e delle donne, valutata con test intellettivi su grandi numeri, è del tutto identica. E’ però diversa la distribuzione dei singoli valori. Le donne hanno un’intelligenza che si colloca prevalentemente intorno ai valori medi, mentre nell’uomo vi è un numero rilevante di soggetti con intelligenza molto superiore o molto inferiore alla media.
Il genere maschile e quello femminile differiscono geneticamente per la presenza di una coppia di cromosomi X nelle donne e di un solo cromosoma X nell’uomo (più un cromosoma Y che è essenzialmente deputato alla definizione del sesso). Nel cromosoma X sono presenti molti geni indispensabili per la formazione e il funzionamento del nostro cervello. Ciò potrebbe, almeno in parte, spiegare alcune delle caratteristiche intellettive “di genere”.
In conclusione il cervello femminile e quello maschile sono leggermente diversi anatomicamente, fisiologicamente e funzionalmente, ma nessuno dei due è superiore all’altro.
Le differenze sono dovute sia a fattori ambientali (evolutivi e culturali) sia genetici.”

Paolo Balestri è nato a Sorano (Grosseto), laureato in Medicina e Chirurgia, è specialista in Pediatria e Neuropsichiatria Infantile. Ha trascorso la sua carriera universitaria a Siena ed è stato Direttore della Clinica Pediatrica, nell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese. E’ stato Presidente della Società Italiana di Neurologia Pediatrica e ha pubblicato oltre 200 lavori scientifici su riviste nazionali e internazionali.
Hobbies: Mare (vela e subacquea), Montagna (sci, fondo, passeggiate), Campagna (orti e giardini), Musica (classica e jazz), Letteratura (poesia e prosa, a cui dedica buona parte del suo attuale impegno).
Sposato con Annamaria Rallo, ha una figlia, Martina, Neuropsichiatra Infantile al Bambino Gesù di Roma.

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