La selezione di giugno

ALICE MUNRO, La vita delle ragazze e delle donne, Einaudi, 20 €

Consiglio questo libro, appena uscito per Einaudi, perché con Alice Munro, la scrittrice canadese che nel 2013 ha ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura, non si rimane mai deluse, grazie al suo sguardo totalmente rivolto al mondo femminile.
In queste pagine si raccontano gli anni dell’adolescenza della giovane Del Jordan: dalle fughe pazze nei campi al tempo dei giochi alle prime serate in discoteca, passando per gli incontri sessuali maldestri e sudaticci, pagando pegno alle immancabili molestie di uomini apparentemente rispettabili.
In un disagio crescente della ragazza nei confronti dei destini femminili offerti dalla vita a Jubilee, sperduta cittadina dell’Ontario. Così Del descrive le altre ragazze: «…loro due non parlavano altro che di lavare: lavare le maglie, lavare la biancheria, lavarsi i capelli. Le ragazze curate mi spaventavano a morte. Non volevo nemmeno avvicinarle, per paura di puzzare. Percepivo tra me e loro una differenza sostanziale, come se fossimo fatte di materiali diversi.».
Alcune delle esperienze narrate derivano forse da quelle della scrittrice, che è nata a Wingham, Ontario, nel 1931 e lì ha passato i suoi primi anni, ma non sono lontane da quelle capitate a molte di noi anche in anni più recenti.
Nel romanzo leggiamo: « È in arrivo un cambiamento, secondo me, nella vita delle ragazze e delle donne. Sì. Ma spetta a noi favorirlo. Finora le donne sono state solo quello che erano in rapporto a un uomo. Punto e basta. Una vita non più autonoma di quella di un animale domestico. Però spero che…userai il cervello. Usalo… Non perdere la testa. Ci vuole amor proprio, è di questo che parlo. Di amor proprio. »
Concludiamo, come nell’ultima riga del libro, con un “grazie” a queste parole della Munro dirette a Del da parte di Ada, sua madre.

(Maia Giacobbe Borelli)

FRANCESCA BIASETTON, La bellezza del segno. Elogio della scrittura a mano, Laterza 14 €

Una famosa calligrafa italiana ci introduce alla pratica della scrittura a mano e ci svela alcuni atteggiamenti psicologici e attitudini proprie di chi ama cimentarsi con questo antichissimo mezzo di comunicazione.
Scrivere a mano, facendo attenzione alla leggibilità del tratto e a non fare errori per non dover poi ricopiare, ci porta a riflettere di più e ci obbliga a concentrarci. Alla fine ci conosciamo meglio e offriamo a chi ci legge la maniera di conoscerci meglio.
“La nostra scrittura dice molto di noi. Come il volto e la nostra voce, è unica e ci assomiglia. Quando scriviamo a mano il tempo rallenta, diventa nostro, ci distacchiamo dall’assillante urgenza quotidiana, stiamo con noi stessi”.

(Elena Rossi)

ANNA FOLLI, MoranteMoravia. Storia di un amore, Neri Pozza, 18 €

Li chiamavano proprio così, gli amici: MoranteMoravia, tutto attaccato, come se si trattasse di un unico nome e di una persona sola.
Elsa ha venticinque anni quando, nel 1936, dopo aver letto un suo romanzo, chiede a un amico comune di presentarle “l’uomo che aveva pensato quel libro”. Lui ne ha ventinove ed è uno scrittore già affermato, che la introduce nel vivace ambiente culturale della capitale.
La loro è stata una grande storia d’amore, ma soprattutto un sodalizio letterario e intellettuale che ha tratto linfa dalla passione e dalla complicità ed è perdurato, indissolubile, per moltissimi anni, fino alla fine, nonostante i tradimenti, la sofferenza, il divorzio, i nuovi legami.

(Elena Rossi)

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